Fra ruderi e calcinacci, rovine e silenzi.
Rodi cade.
Un veglio solo, degno di reverenza in vista, passeggia sgomento. Niente più logica. Solo declino.
Anche Rodi cade.
Illustrissima eccellentissima contessa, si vergogni.
Mentre continua ad ingrassare la greppia delle regali putrescenze, nel suo parlare impostato, fiera nell'esibire il biondo cenere della sua chioma, nel suo ancheggiare patrizio, Ippocrate fugge urlando dalle corsie degli ospedali, inorridito.
Ma i suoi capolavori non sono da meno, illustrissima eccellentissima contessa: il suo DDL per ottimizzare il collasso della Scuola Pubblica si commenta da solo.
E mentre a Palermo gli Dei dell'Olimpo si riuniscono per celebrare il nuovo anno accademico e complimentarsi della reciproca inutilità, una manifestazione pacifica viene dispersa a manganellate.
Perché non prende parola, perché non interviene?
Ancilla domini.
Quali albe e tramonti, in questo 2016?
Illustrissima eccellentissima contessa, stia attenta: se Atene è distrutta e Sparta piange, se Creta trema e Rodi cade, prima o poi il terremoto arriverà anche a Roma e forse anche lei, colta e ipocrita, dovrà fuggire, dimenticando il suo breviario di didascalie mai sfuocate e cancellando per sempre il suo servile sorriso dal suo volto.



