Illustrissima eccellentissima contessa, lei che viene dalla Grecia e ha in mano il breviario di mai sfuocate didascalie; lei che coltiva astratti saperi e lungimiranti per poi effonderli e darli in germoglio a terre sterili, ma cedevoli alla sua grazia; lei che suona inesistenti armonie per convitati estinti o spesso intenti in chissà quali fantasmagorie; lei intesa alla cultura a alla pluralità, tanto quanto non alle percosse e alla vergogna; lei gravitante e deretaneggiante nei pressi di quella putrescenza regale abile all'inchino ad ogni vento, così come conviene; lei tanto indomita da porgere le sue froge all'olezzo esalante da lingue affaticate, esposte al sole, a lisciare lì dove Febo non osa arrivare; lei pronta a pascersi della sua presunta grandezza, fra schiere di scoppiate cicale che cantano, cantano e cantano; lei che probabilmente non ha mai letto le Revolverate di Gian Pietro Lucini e per questo può vantar un credito maggiore nei confronti del ciangottante universo in cui si immerge, per lavarsi, scrutare albe, tramonti, chissà che altro; lei viene qui, ora, nel 2016, a parlarci di Atene!
Ma Atene è distrutta!
Atene è divorata dalle fiamme!
Atene è in pasto alla peste!
Lei viene qui col suo sorriso da umanista, ma Atene è distrutta, lei viene qui, colta e ipocrita, ma Atene brucia, lei viene qui per indicare orizzonti, ma Atene marcisce.
Illustrissima eccellentissima contessa, lei che fa parte della Gente-per-bene (sempre Lucini, sempre lui: non lo legga! non lo legga!), qui non ha nulla da fare, nè beni da elargire.
Torni ad Atene, fra le rovine, il fuoco e la peste.
Solo quando sarà distrutta anche lei, abbrustolita, ben rosolata, assalita da pustole marcescenti, solo allora potrà raccontarci davvero di Atene.
Solo quando avrà vissuto sulla sua pelle la sua morte.

Atene, Sparta e perché no, Tebe.
RispondiEliminaTre facce della stessa medaglia, da troppo tempo ormai, ingiustificatamente rappresentate con lo stesso metro di giudizio.